AREA 51 (Restricted Area)
In pieno deserto del Nevada, a circa 190 chilometri
da Las Vegas, c’è una zona di cui le carte topografiche ufficiali non riportano
alcun particolare. Eppure la zona è tutt’altro che deserta: fra montagne e piccoli
corsi d’acqua ci sono strade, bunker edifici e una pista d’atterraggio lunga
9 km e mezzo. Sulle carte, tuttavia, non risulta nulla: come se ogni attività cessasse su un’area vasta come le Marche.
La
zona è impenetrabile e sorvegliata da militari armati, il suo spazio aereo è
il più protetto degli Stati Uniti: questa è la base aeronautica di esercitazione
e sperimentazione nucleare di Nellis, più nota come Area 51, dal nome attribuito
a una parte della base da alcune vecchie carte topografiche governative. Tutta
questa zona si è trovata al centro di una serie ricorrente di voci dovute a
varie testimonianze, secondo cui questo intero complesso isolato e off-limits,
sarebbe stato e sarebbe al centro di attività del tutto sui generis: ovvero
la supposta applicazione di principi e tecnologie, desunte dai presunti rottami
di UFO precipitati, a velivoli aerei di nuova concezione (e della classe “Stealth”)
realizzati dai militari americani. Il prodotto finale di tale impegno tecnico
super-segreto sarebbe il velivolo “Aurora”, capace di raggiungere una velocità
senza precedenti nella storia dell’aviazione: mach 8, cioè 8 volte la velocità
del suono. E’ comprensibile come la zona sia sempre stata avvolta dal più fitto
mistero: fino al 1994 l’aeronautica militare degli Stati Uniti ne ha addirittura
negato l’esistenza. Da quando esiste l’Area 51, chiamata anche “dreamland”,
si sono moltiplicati gli avvistamenti di strani oggetti nel cielo, regolarmente
smentiti dalle autorità. Chi si è avventurato nalla zona proibita è stato ammanettato,
perquisito e condannato a una multa di 6000 dollari o ad un anno di prigione.
Chi poi ha dichiarato di aver avvistato un UFO ha ricevuto minacce di morte.
Mappa dell'area 51
Le testimonianze di chi ci ha lavorato
Galleria fotografica